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DIDATTICA

Zirconia

RADIOATTIVITA' DELLA ZIRCONIA

La zirconia, ossia l'ossido zirconio (ZO2) è un materiale che in medicina è utilizzato già da molti anni per le sue caratteristiche chimiche e fisiche ma soprattutto per l'elevata resistenza meccanica e per la sua elevata biocompatibilità. In natura l'ossido di zirconio può trovarsi in tre forme: monoclinica, tetragonale, cubica. 

L'aggiunta di un agente stabilizzante come l'ittrio (Y) permette di mantenere la zirconia nella sua forma tetragonale altamente resistente alle fratture. 

La radioattività è un fenomeno naturale della materia. La radioattività o decadimento radioattivo di per sè è un insieme di processi tramite i quali i nuclei atomici instabili, che costituiscono la materia, emettono particelle subatomiche per raggiungere uno strato più stabile.  

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Tale decadimento è distinto in tre classi a seconda del tipo di fenomeno che avviene nell'atomo: decadimento alfa, beta, gamma.

Nel primo tipo di decadimento si ha l'emissione di un nucleo di elio, due neutroni e due protoni. Nel decadimento beta si ha l'emissione di un elettrone mentre nel decadimento gamma si ha l'emissione di quanto di radiazione elettromagnetica. Le radiazioni alfa e beta, per la dimensione della particella, hanno una minor profondità di penetrazione rispetto alle radiazioni gamma di tipo elettromagnetico. 

L'effetto biologico dipende non solo dal tipo di radiazione ma anche dal suo contenuto energetico e può portare ad un'alterazione di dna e rna e quindi genetico. Tale effetto può essere prodotto principalmente delle radiazioni gamma, più energetiche e penetranti rispetto alle radiazioni alfa e beta.  Le radiazioni gamma sono, pertanto, le uniche potenzialmente nocive per la salute. 

La zirconia come elemento puro non esiste in natura ma si trova come ossido (nella formula chimica ZrO2) o come silicato (nella formula chimica ZrSiO4). Al suo interno ci sono delle impurità naturali radioattive che solo grazie ai moderni processi di purificazione sono eliminati.

Per la produzione di zirconia esistono norme iso che stabiliscono il grado di purezza che deve avere il materiale per essere considerato sicuro per la salute umana. 

 

 

La zirconia, una volta purificata da queste impurità, è ritenuta materiale assolutamente inerte. Per questo motivo è importante che ci siano soggetti in grado di garantire che il processo di purificazione avvenga secondo normative specifiche iso. Durante tutte le fasi di purificazione dell'ossido di zirconio sono eseguiti diversi controlli da parte degli organi competenti che portano alla produzione di un materiale non radioattivo. E' significativo, comunque, constatare che a livello scientifico esistono pubblicazioni riguardo la relazione radioattività-zirconia e che tutte dimostrano che non esistono reazioni avverse sia locali che sistemiche dovute dalla presenza della zirconia. Se a tutto ciò aggiungiamo l'alta biocompatibilità di questo materiale e che grazie all'utilizzo della tecnologia cad-cam ha portato grossi vantaggi alla realizzazione di protesi dentarie sempre più precise, più simili a quelle naturali e in grado di soddisfare le esigenze di ogni paziente, possiamo concludere dicendo che: 

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  • Da più di 35 anni è utilizzato in medicina

  • E' un materiale inerte se ben purificato

  • La biocompatibilità della zirconia è ormai 

Corso Colognesi

CORSO COLOGNESI SETTEMBRE 2012

Tra gli innumerevoli corsi di formazione ai quali partecipa l’intero staff, abbiamo avuto il piacere di ospitare direttamente presso il nostro laboratorio il collega Colognesi, ritenuto una delle figure di maggior spicco nel panorama della protesi totale.

Abbiamo trascorso in sua compagnia due meravigliose giornate durante le quali ci ha trasmesso tutte quelle preziose conoscenze che ci accompagneranno per sempre lungo il nostro cammino professionale.

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Rinnoviamo ancora una volta un grande grazie al nostro collega Rodolfo.

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Termoplastici Poliammidici

RESISTENZA A FLESSIONE DI MATERIALI TERMOPLASTICI POLIAMMIDICI PER PROTESI RIMOVIBILI

(Dipartimento di biotecnologie Mediche Università degli Studi di Siena, dal Congresso Nazionale Roma 2014))

OBIETTIVI:

I materiali non-resinosi termoplastici a base di poliammide sono utilizzati nella realizzazione di protesi parziali e totali. Possono essere usati come provvisori a medio/lungo termine nelle riabilitazioni complesse. 

Rispetto alle resine tradizionali presentano una maggiore elasticità, con la possibilità di realizzare ganci subequatoriali e rest senza l'utilizzo di leghe metalliche, con miglioramento dell'estetica. Lo scopo dello studio è valutare la resistenza a flessione di alcuni di questi materiali disponibili sul mercato.

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MATERIALI E METODI:

Otto materiali sono stati selezionati per lo studio (tab. 1). Per ottenere uno stampo idoneo è stato utilizzato un positivo in alluminio, con dimensioni di 2,2 mm in altezza, 2,2 mm in larghezza e 15 mm in lunghezza. Una volta allestita la muffola i materiali sono stati iniettati seguendo le istruzioni del produttore in merito a temperatura, pressione e tempo di mantenimento. I campioni ottenuti sono stati lucidati con carta abrasiva a 600 e 1200 grit e sottoposti ad uv test di resistenza a flessione (three-point bending test- 3pbt) con diametro di punta e supporti di 2 mm e velocità e discesa di 5 mm/min. Lo span è stato impostato a 13 mm. E' stato registrato il carico massimo al limite elastico del campione ed è stata calcolata la resistenza a flessione. I dati sono stati sottoposti al test di Kolmogorov-Smirnov per verificarne la distribuzione normale. Successivamente, l'analisi statistica è stata effettuata con una one-way ANOVA ed il test di Tukey come post-hoc. In tutte le analisi il livello di significatività è stato fissato ad alfa = 0,05.

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RISULTATI:

I risultati sono riportati nella tab. 1 ed in fig. 1 (vedi allegato pdf) è stata riscontrata una differenza statisticamente significativa tra i materiali testati ( P<0,001). Il test post-hoc ha rivelato che M10 (Deflex) ha ottenuto una resistenza a flessione maggiore degli altri materiali testati (99.77 +- 3.66 MPA). Valplast (Valplast Int. Corp) e Duraflex (Myerson) hanno ottenuto i risultati peggiori con 60.21 +- 3.93 e 40.61 +- 4.10 MPa, rispettivamente. 

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CONCLUSIONI:

I materiali poliammidici termoplastici per protesi rimovibili testati nel presente studio hanno mostrato una differenza statisticamente significativa in merito alla resistenza a flessione. Nella fabbricazione di tali protesi, la selezione del materiale può essere determinante nella prognosi della riabilitazione.

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